L’arte del tatuaggio e’ inoltre molto antica, sono stati ritrovati reperti, che potrebbero essere serviti per incidere la pelle, gia’ in epoca preistorica.
Sicuramente nell’antichita’ il tatuaggio segna l’appartenenza del soggetto ad una tribu’, ad un clan, è il riconoscimento di uno status all’interno del proprio gruppo.
Tra i Maori, popolazione della Nuova Zelanda, i tatuaggi sono il simbolo del passaggio all’eta’ adulto.Addirittura i capi del villaggio stabiliscono quali segni andare ad apporre sulla pelle del singolo in base alle sue esperienze di vita e alla sua personalita’.
In Giappone invece i tatuaggi sono spesso decorativi e traggono spunto dai ricami delle stoffe usate per i kimono, riprendendo la bellezza della natura oppure i versetti buddisti.
In Occidente e piu’ precisamente in Europa, il tatuaggio si è diffuso a seguito del contatto con le popolazioni dell’America Latina, con gli Indiani.Inizialmente i tatuaggi sono il riferimento di persone appartenenti al ceto basso, ai marinai, alle prostitute, ai galeotti.Sara’ con il passare del secolo e piu’ precisamente con il ‘900 che il tatuaggio diviene anche simbolo di distacco dalla massa, ribellione verso le convenzioni sociali per ottenere verso gli anni ’90 un significato anche legato ad un gusto estetico di bellezza del proprio corpo.
Non esistono soltanto i tatuaggi con disegni elaborati ma si sono diffusi i tatuaggi con le scritte o addirittura soltanto delle iniziali ritenute importanti per chi le sceglie o che rimandano ad un chiaro messaggio per gli altri.














